THE FIGHT - tancredi e clorinda

 

Ideazione e regia: Senio G.B. Dattena

Coreografia: Matteo Corso

Danza: Matteo Corso

Percussioni/danza: Francesca Assiero Brà, Marco Caredda

Costumi: Stefania Dessi, le allieve dell’Istituto per i Sevizi Sociali S. Pertini (Cagliari) e del Liceo Artistico G. Brotzu (Quartu S. Elena)

 

 

Zatoychi, Zato' per gli amici o per i più acerrimi nemici che non volevano perdere tempo pronunciando per intero il suo nome, è un famoso massaggiatore,in reltà un invincibile spadaccino cieco della tradizione giapponese. A lui in Giappone hanno dedicato numerose serie tv e un bel film recente con contenuti ematici molto importanti come pure quelli ironici.

 

A lui ci siamo ispirati in questa nostra breve performance. Chi, conoscendolo, ne volesse ritrovare tracce nel nostro lavoro, forse le troverebbe nella giocosità  e nell'ironia che lo permea, oltreché in un oriente mitico che ci siamo divertiti a reinventare, e forse in una specie di cecità dovuta all'utilizzo di occhialini da fabbro di foggia antica.

 

Percussioni e movenze animalesche caratterizzano questa pièce piuttosto particolare di teatro/danza/ musica.

In questo, essenziali sono i costumi che indossano i tre protagonisti.

Più che costumi, quasi armature ispirate ad un mitico oriente completamente reinventato.

Armature sonore, caratterizzate da “ricami” creati attraverso l'applicazione  di centinaia di campanelle da pescatore e da alcuni oggetti di uso quotidiano come coperchi e pentolini, che verranno al momento opportuno percossi.

Sono gli stessi costumi  a creare la colonna sonora della breve performance (circa 20') e a dettare almeno in parte, il movimento dei danzatori percussionisti.

Due grandi bidoni completano l'armamentario sonoro di questa pièce  non facilmente classificabile. Bidoni non solo come elementi scenici da percuotere ma anche  bozzoli dai quali,  come personaggi di una pièce beckettiana  escono i due danzatori percussionisti.

Cosa siano e cosa rappresentino i due  non ci è dato di sapere – forse appartenenti ad una umanità dimenticata da milioni di anni o a un futuro post atomico o semplicemente post, oppure insetti rimasti dopo la scomparsa dell'uomo dalla terra o ancora fatte … un po' voi –  sappiamo solo che la loro è una continua metamorfosi e un continuo liberarsi da impalcature troppo rigide.

Metamorfosi che passano attraverso combattimenti violentissimi e ovviamente sonori, infatti i due si produrranno in un corpo a corpo senza esclusione di colpi, in un reciproco percuotersi, fino alla metamorfosi ultima.

Il terzo “personaggio” è forse quello più enigmatico, quasi un voyeur curioso e timoroso,  suo malgrado  coinvolto e travolto nelle dispute guerresche e forse amorose dei due danzatori percussionisti.

Senio G. B. Dattena