PERSEO E MEDUSA

 

Ideazione, regia e costumi: Senio G. B. Dattena

Coreografia: Cristina Locci

Interpreti: Matteo Corso, Senio G.B. Dattena, Sara Manca, Luana Maoddi

Realizzazione costumi: Stefania Dessì con le allieve della IIIª B e della IVªB  dell’Istituto Professionale per i Servizi Sociali Sandro Pertini (Cagliari)

Scene, maschere e oggetti di scena: Uwe Endler

Musiche: Senio G. B. Dattena, Diego Soddu

 

La bella Danae, vestita di bianco, danza con Zeus, trasmutato in pioggia d’oro. Intanto, una voce narrante fuori scena introduce i personaggi e la storia, accompagnata da una musica dolce e sognante. Presto compare in scena il cattivo della storia, il re Polidette, che si muove minaccioso nel suo grande costume-scultura e tenta di imprigionare Danae.

Come spiegato dal narratore e dallo stesso Polidette, il giovane Perseo, figlio di Danae e Zeus, protegge la sua mamma dal cattivissimo re. Il re, per allontanare Perseo dalla reggia gli affida una missione pericolosa: tagliare la testa alla Gorgone Medusa, che ha il potere di trasformare in pietra chiunque guardi il suo volto. Interviene il dio Mercurio, nella sua armatura splendente, che aiuta Perseo avvertendolo dei pericoli e donandogli tre oggetti magici: uno scudo in cui possa vedere l’immagine riflessa (e perciò innocua) di Medusa, un falcetto, e un mantello che ha il potere di rendere invisibili. Lo manda poi dalle tre Graie, che dimorano nel Giardino delle Esperidi, perché possa chiedere loro dove trovare Medusa. Le Graie sono rappresentate come una triplice creatura senza volto, capace di arcana conoscenza ma cieca e in perenne contrasto con le sue stesse tre emanazioni, che si contendono goffamente l’unico grande occhio che consente loro di vedere.

Perseo affronta il suo viaggio e giunge al cospetto delle Graie a cui pone il suo quesito. Le Graie tentano di dissuadere Perseo, ma infine gli rivelano dove trovare Medusa. Ecco comparire Medusa, timido ma temibile personaggio i cui capelli sono un intrico di serpi bianche. Grazie ai tre oggetti magici Perseo sconfigge Medusa. Il narratore ci racconta adesso che Perseo, proprio mentre si accingeva a tornare alla reggia per portare a Polidette la testa di Medusa, ode il grido di una fanciulla in pericolo e accorre in suo soccorso.

È Andromeda, che Poseidone, il dio del mare, ha lasciato in balia di un terribile mostro, una fantasmagorica creatura in duplice forma. La giovane Andromeda tenta di sfuggire al mostro. Ecco però Perseo, che naturalmente sconfigge anche questo nemico. Resta però l’ultimo cattivo da neutralizzare, ovvero Polidette, che Perseo tramuterà in statua, per ironia del destino proprio grazie allo sguardo della testa di Medusa, che il cattivo e imprudente re aveva chiesto con malvagio intento di portargli.