FALLS

Di e con: Matteo Corso

Consulenza drammaturgica: Senio G.B. Dattena

Musica: AA.VV.

 

Sepolto in un mare di libri,

ignaro del loro valore o fin troppo consapevole, cerca appoggi quanto mai precari e sdrucciolevoli per continuare nella sua illusione di sicurezza; ma ogni nuovo appoggio è l'anticamera di una nuova caduta.

La sua minuscola isola, il suo piccolo mare sapienzale cede sotto il peso dell'esigenza - di un corpo ancor prima della mente - di cercare confini meno circoscritti, limitati e limitanti.

Un'isola che lentamente e incidentalmente assume altri contorni, altre forme.

Gli scivolamenti si moltiplicano, ciò che era fermo si muove, il terremoto che gli si apre sotto i piedi, ridisegna i confini del suo abitare e lo costringe a uscire dal consueto, dal sicuro, e lo spinge finalmente ad accettare, anche nell'inciampo, il qui e ora dell'esistenza.

Attraverso lo studio del disequilibrio e del rischio, il processo si articola in una ricerca di movimento reale e “umana”, in una situazione illusoriamente strutturata tutto concorre a rompere qualsiasi tipo di struttura.

La sdrucciolevolezza di questo mare di libri rende la vita del performer quanto mai precaria e la stessa performance, sempre diversa.

La performance si basa sul controllo massimo del corpo in una situazione assolutamente incontrollabile, dove è impossibile distinguere l'incidente dal voluto, l'infortunio dal provocato.