Spettacolo di teatro-danza tratto da una fiaba popolare

Coreografie: Cristina Locci, Francesca Assiero Brà, Luana Maoddi

Musica originale: Senio Giovanni Barbaro Dattena

Violoncello e arrangiamenti: Antonella Deliperi

Chitarra e arrangiamenti: Marco Noce

Voci: Tiziana Pani, Romina Pala

Elaborazioni di costumi e stoffe: Emilio Ortu Lieto

Addetta alla sartoria: Cinzia Moro

Disegno luci: Michele Montis

Danzatrici: Francesca Assiero Brà, Cristina Locci, Luana Maoddi

Narratore: Senio G.B. Dattena

 

Era una notte d’inverno di tanto tempo fa, la luna splendeva in cielo come una moneta d’oro, la neve ricopriva tutta la vallata, le campane suonavano all’unisono. Dietro i vetri appannati di una piccola casa, una mamma cantava una ninnananna alla sua bambina, nata proprio quella sera. La piccola era così graziosa che fu chiamata Vassilissa, “Vassilissa la Bella”. Quando la piccola compì sette anni, la mamma si ammalò gravemente, ma prima di lasciarla regalò alla figlioletta una graziosa bambolina che le sarebbe stata sempre accanto e l’avrebbe aiutata ad affrontare le avversità della vita. Superato il dolore del lutto, il padre di Vassilissa prese in moglie una vedova, perfida madre di due gemelline. Per Vassilissa fu l’inizio di un incubo: le nuove arrivate la odiavano e la umiliavano. Passarono i giorni e le lunghe stagioni, passarono anche gli anni, e Vassilissa divenne la ragazza più bella del paese. La cattiva matrigna e le sue due figlie erano pallide d’invidia e infatti, in una sera buia e tempestosa, ordinarono alla povera Vassilissa di avventurarsi nel bosco per chiedere del fuoco alla temibile Baba Yaga, sicure che la ragazza non avrebbe fatto più ritorno…

 

Lo spettacolo è un riadattamento della nota leggenda russa, fonte d’ispirazione di numerosi racconti della letteratura slava del XIX secolo. In essi Baba Yaga è descritta spesso come cattiva, a volte come fonte di consiglio; in alcune storie la si vede aiutare le persone nelle loro ricerche, in altre rapisce i bambini per mangiarli. La messa in scena valorizza a pieno la bellezza della fiaba russa unendo danza, musica e recitazione in una pièce brillante e dalle atmosfere suggestive. I temi sono quelli dell’amore, dell’amicizia e del coraggio, compagni indispensabili nel lungo viaggio che conduce alla realizzazione dei propri sogni.

 

Il carisma e le abilità tecniche delle danzatrici, vestite con costumi bellissimi e curati in ogni dettaglio, regalano al giovane pubblico momenti di romanticismo, incanto e dolcezza ma anche di divertimento, curiosità, paura e suspense, sullo sfondo di luci rassicuranti e ombre minacciose in cui regna sempre materno e maestoso il vero protagonista della storia: l’Inverno