ACQUE TROPPO CALME

 

 

Ideazione e regia: Senio Giovanni Barbaro Dattena

Coreografia: Cristina Locci

Interpreti danzatori e attori: Luca Castellano, Matteo Corso

Interpreti trampolieri: Mirko Ariu, Antonio Iavarone, Ado Sanna

Costumi: Stefania Dessi'

Percussioni eseguite dal vivo: Francesca Assiero Brà, Marco Caredda

 

 

Dalle acque calme del nostro splendido mare emergono diverse strane creature, quasi sicuramente anfibie. Le prime hanno un’altezza più o meno normale e sono un avamposto che prepara lo sbarco a creature forse più evolute, altissime.

Queste ultime si riveleranno essere artisti su trampoli molto particolari, capaci di respirare sott’acqua grazie ad una particolare dotazione tecnica.

Una volta sulla spiaggia compiono delle azioni molto semplici, ma di grande effetto. Proseguono poi il loro cammino sulla sabbia, quindi spariscono dalla vista dei bagnanti.

Una performance visionaria dagli alti contenuti tecnici e di sicuro impatto emotivo.

 

La performance ha come obiettivo quello di agitare le acque, in senso letterario e in senso metaforico: è un sasso gettato nello stagno dell’arte e della società.  

L’idea è quella di dare una scossa, una specie di sveglia. Il pubblico e la sua reazione sono protagonisti e in questo senso il luogo d’azione ha un ruolo fondamentale: è stato pensato e scelto per coinvolgere e stupire, là dove nessuno sospetta possa accadere niente di più di una scottatura, sulla nostra dorata spiaggia cittadina.

L’incursione artistica nasce dalla voglia di coinvolgere il pubblico cittadino, proporre, quasi imporre uno spettacolo di alto livello tecnico e artistico ad un pubblico ignaro e non preparato. E’ questa una forma teatrale che nasce con diversi fini socioculturali e antropologici, infatti lavorare in spazi urbani o come in questo caso su un’affollata spiaggia, significa coinvolgere un pubblico ampio e differenziato, composto anche da coloro che normalmente, per varie ragioni, non hanno accesso agli eventi culturali. L’arte va incontro agli abitanti, non più semplici spettatori, ma parte integrante di un’azione culturale che investe e trasforma lo spazio urbano in tutti i suoi aspetti. Lo spettacolo per questo motivo è adatto ad un pubblico variegato e di tutte le età.